Nidi d’arac - Pizzica elettronica un connubio perfetto

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Oggi è il 25 Aprile (!) ma la nostra web agency a Lecce non chiude purtroppo (o forse meglio così!). A quanto pare il lavoro non ci manca e il fatto di farlo con passione non ci fa pesare il tempo passato davanti ad un monitor ascoltando musica, discutendo, confrontandoci e anche cazzeggiando… sennò che festa è….

Tra un lavoro e l’altro, tra una scelta grafica e l’altra, una discussione e l’altra troviamo anche il tempo di piazzare un pò di video.

Vogliamo fare una brevissima recensione su un gruppo che ci piace particolarmente: I nidi d’arac

La musica dei Nidi d’Arac prende forza in un luogo surreale,
in un mondo magico; è più di quanto si possa carpire dalle note delle loro canzoni, anzi è proprio tra quelle note che è possibile leggere la vita dei ragazzi della terra del rimorso. Loro ’sono’ come i loro suoni, le loro terzine. Dietro al rifacimento di una pizzica, c’è un profondo rispetto per la terra; c’è la rabbia di una generazione che viene da lontano pur essendo vicina; ma soprattutto c’è la consapevolezza di poter cmunicare una cultura che per troppo tempo ha vissuto nel silenzio

G. Palazzolo

I Nidi d’arac sono:

Alessandro Coppola: ,Voce e tamburello

Vera Di Lecce: Voce e performances

Caterina Quaranta: flauto

Rodrigo D’Erasmo: Vilino

Maurizio Catania: Batteria

Edoardo Targa: Basso

Elettronica e Pizzica, un connubio perfettamente riuscito.

Visitando il sito potrete dare uno sguardo a tutte le date del prossimo tour, non perdeteveli!

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Il tamburello salentino perde suo “padre”

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Pino Zimba, uno delle pietre miliari della pizzica salentina ci lascia. A soli 55 anni è morto il 13 Febbraio a causa di un brutto male. Non dimenticheremo mai la sua voce, il suo tamburello e l’energia che trasmetteva. Grazie Pino, grazie per aver trasmesso il sapore e il calore della nostra terra, senza maschere, senza falsità.

L’utlimo lungo applauso lo hai ricevuto….

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Pizzica nel Salento

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Pizzica salento

La pizzica salentina è una musica tradizionale del Salento. In epoca antica, presso la Chiesa di San Paolo a Galatina si svolgeva (anche oggi in maniera ridotta) un antichissimo rito di guarigione per le persone morse da animali velenosi come la Tarantola.
Questo rito si svolgeva anche in casa utilizzando strumenti musicali dell’epoca, come i tamburelli, i violini o armoniche a bocca. Questi strumenti venivano suonati in maniera incessante con la “tarantata” (colei che veniva morsa dalla Tarantola) al centro che ballava in stato quasi epilettico (causato dal veleno iniettato dall’animale) sino a cadere in trance. Per anni si è evitato di riparlare di questi riti, di esorcismo, di tarantate un pò anche per vergogna. Ma i ricordi, le ricerche fatte da importanti studiosi, i canti e tutto il bagaglio storico hanno riportato a nuova vita questo antico rito senza dimenticare il nuovo fermento musicale fatto da giovani autoctoni. Insomma, noi del Salento stiamo riscoprendo le nostre origini, la nostra musica, il nostro cibo, la nostra cultura senza vergognarci di quello che eravamo una volta (questo mio giudizio personale lo analizzerò in un altro articolo).

Le varie forme della Pizzica

La pizzica detta “De core”

Uomo e donna, il caldo del Sud, musica incessante, tamburelli, sudore, sguardi, passione, erotismo e corteggiamento.
Questi gli ingredienti della “Pizzica de core“, una donna che, sventolando un fazzoletto rosso (colore della passione) e muovendosi in una danza sfrenata, invita la persona che al momento indica come “sua”, ma, stanca di questo compagno ne invita un altro e poi un altro ancora, sventolando sempre il suo fazzoletto rosso finchè sarà donato solo a colui che sarà riuscito a rapirle il cuore.

 

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